giovedì 29 ottobre 2020

 
 
 
Chi siamo   Contattaci

 

CULTURA E NATURA A SMERILLO

 

Nel secolo appena trascorso Smerillo ha subito il destino dell'abbandono, ma alla fine ha vissuto momenti di 'ritorno' felice e nostalgico dei suoi antichi abitanti, e occasioni di amichevole ritrovo per visitatori 'forestieri', alla ricerca non tanto dei prodotti del luogo, ma… del luogo.

Propaggine di una ruralità estrema, di una arcaicità multistratificata e persistente fino al secondo dopoguerra, il paese non ha retto, inizialmente, l'urto vivace della modernità; quasi del tutto assenti le innovazioni tecnologiche, il ritmo della vita contadina di allora sembrava ancorato ad epoche appenniniche, se non neolitiche, e appariva stabile nel flusso lento di una immobile tradizione popolare. Coloro che sono nati qui negli anni cinquanta hanno sperimentato in successione rapida un evolversi di condizioni e abitudini che altrove è stato più graduale e anticipato, meglio elaborato. Così nel momento del cosiddetto miracolo economico italiano il territorio ha avuto ben poco da offrire, lo spopolamento è stato massiccio, l'impoverimento del tessuto umano e ambientale altrettanto.

Per anni Smerillo ha incarnato l'immagine di un rudere pronto a dissolversi; erano gli anni dell'ottimismo produttivo, della corsa allo sviluppo senza limiti, dell'arricchimento diffuso, della celebrazione dell'industria, della macchinosità senza pause, delle catene di montaggio: di fronte a tutto questo un carraio o un ciabattino smerillesi, pur valentissimi, facevano figura di reperti preistorici. I coloni a mezzadria sono stati, come era logico aspettarsi, i primi a evadere in massa; altri li hanno seguiti alla spicciolata; le campagne sono diventate quasi deserte, le frazioni e il centro si sono svuotati. Ma chi ha potuto, o chi è stato più sensibile, è restato, a testimoniare un attaccamento, l'attesa di una rinascita 'impossibile'.

Oggi quell'attesa promette di realizzarsi; Smerillo si è rinnovato lungo due direttrici: una verso le proprie origini di pietra e di bosco, di roccia e di vento, di sole e di pane; l'altra verso un uso sapiente della tecnologia e della promozione turistica, che ha portato ai cicli di cinema tra le stelle, alla musica, agli incontri gastronomici, al museo naturalistico, alla pratica amatoriale dell'astronomia, alle proposte di ripresa di contatto con un ambiente non alterato.

Nel frattempo il boom industriale ha ceduto il passo a un'ansia globalizzata, il lavoro è diventato una variabile secondaria nei grandi giochi del capitale; la competenza è stata asservita a una concorrenza che è obbligo per tutti, ma che pochi possono vincere, mentre tanti la subiscono frastornati e potenzialmente soccombenti. Al tempo è stato richiesto di frantumarsi in frazioni d'efficienza, allo spazio di farsi gigantesco mercato, mentre la virtù più genuina della vita, quella che conserva il battito profondo del cielo e della terra, degli umani e dei divini, è obliata dietro paraventi artificiali.

Smerillo ha l'ambizione di proporsi come un luogo senza paraventi, dove quella virtù può essere nuovamente incontrata o intercettata per la prima volta, tessuta o restaurata. Un luogo-immagine che simbolicamente racchiude presenza e distanza, convergenza a opposizione; e che addita una corrispondenza tra l'uomo e la propria misura, forse quella tensione all'interno del polo, unitario e dialettico insieme, tra quel che si è e la differenza energetica che chiede di essere esplorata e colmata.

Smerillo invita a prendere atto di questa differenza, a dimenticare l'oblio delle direttrici fondamentali dell'essere. Lo fa con i segni e, per chi ha la costanza di coglierli, con l'efficacia dei segni stessi. I segni sono le rocce e i loro cantici, i silenzi e le loro sonorità, i boschi, le pietre accoglienti dei manufatti abitativi e agrosilvestri. L'efficacia dei segni risiede nella comunicazione-condivisione: convivialità con prodotti direttamente naturali, soggiorni d'immersione paesaggistica, scoperta delle potenzialità vitalizzanti del contatto con la natura e con i suoi elementi, contemplazione-osservazione-azione verso il cosmo stellato e quello boschivo, riappropriazione della durata del tempo dell'oggi fra le ombre delle meridiane astronomiche e quelle scandite dagli orologi geologici. 

 

 

sono le ore 16:50

 
 
 
 

ultimo aggiornamento il 07-10-10

 

Home